Lettera aperta del Presidente SIFMed – dott. Roberto Palmieri

Data: 15 Giugno 2020

E’ un momento di particolare importanza per la Medicina generale: se da un lato è chiaramente evidenziabile un movimento di pensiero a favore del potenziamento della medicina del territorio (l’emergenza Covid ha chiaramente mostrato il disinteresse o addirittura la volontà di emarginazione nei nostri confronti) esiste il concreto pericolo che la medicina proposta possa risultare peggiore della malattia da curare.

A questo proposito SIFMed intende suggerire alcuni punti su cui imbastire una rivendicazione di rinnovamento che non cada dall’alto (chi conosce la realtà quotidiana della nostra professione meglio di noi?), ma che nello stesso tempo abbia il consenso più esteso possibile tra i nostri colleghi.

A tale scopo abbiamo inviato il mese scorso un questionario destinato ai MMG delle province di Milano e Lodi con alcune domande relative all’attività ambulatoriale. In allegato potete vederne i risultati.

A nostro avviso, in considerazione delle voci – a volte sorprendenti – che arrivano dai media (istituzione di figure quali l’infermiere di famiglia, il farmacista di famiglia, l’oncologo di famiglia, passaggio alla dipendenza, ecc), è opportuno che tutte le nostre forze siano mirate all’opposizione nei confronti di tutto ciò che possa farci scippare parti sempre più consistenti della nostra attività professionale.

Le peculiarità che in diversi sondaggi ci hanno fatto ottenere l’apprezzamento dei nostri assistiti sono la vicinanza che solo noi MMG abbiamo nei loro confronti, la conoscenza in toto delle loro problematiche cliniche ma non solo  e la capacità di ascolto che nessun’altra figura nel campo sanitario è in grado di garantire ai singoli assistiti.

Ma il mondo è andato avanti e tutto questo si dimostra non più sufficiente per dare forza e importanza alla nostra professione: l’obiettivo da perseguire è ora il recupero ed il potenziamento della nostra professionalità.

Crediamo che i punti principali, soprattutto deviando le risorse economiche dall’ospedale al territorio – cioè soprattutto alla medicina di famiglia – siano riassumibili in poche direttive generali:

  1. Favorire le forme associative (gruppo e rete) dove possibile, cercando tuttavia di dare sostegno, dove non lo è, anche ai colleghi che devono lavorare singolarmente.
  2. Lotta alla burocrazia.
  3. Garantire a tutti i MMG la presenza del personale di studio e dell’infermiere con orari sufficienti

per la gestione da parte di queste figure delle attività burocratiche e di supporto diagnostico-terapeutico (diagnostica di primo livello, vaccinazioni, ecc). La nostra valutazione è di 4 ore di presenza per ogni medico di ciascuna delle due figure.

  1. Garantire la dotazione di devices per la diagnostica di primo livello (ECG, spirometro, determinazione HB glicata, TAO, ecc). Queste attività saranno gestite dall’infermiere e supervisionate dal MMG, opportunamente istruito (SIFMed sta già pianificando corsi in merito) a riconoscere gli esami normali da quelli con patologie semplici affrontabili nel proprio studio, da quelli che richiedano il soccorso della telemedicina o da quelli che necessitano dell’invio allo specialista.
  2. Attivazione quindi della telemedicina e del telemonitoraggio domiciliare.

A fronte di ciò è indispensabile la collaborazione fattiva del maggior numero possibile di colleghi.

SIFMed ha elaborato (e può essere visionato in allegato) un primo documento relativo alla diagnostica di primo livello e, se le nostre indicazioni saranno accettate dai MMG (cui chiediamo di segnalarci i loro eventuali suggerimenti e/o perplessità),  proseguirà con analoghe iniziative sui restanti punti sopra descritti.

Il Presidente SIFMed

Roberto Palmieri



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